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I filosofi di questo capitolo.

Dewey  John (1859-1952). Nato a Burlington, nel Vermont, e  morto  a
New  York. Studi prima all'Universit del Vermont e poi alla  Hopkins
University  di Baltimora, dove si laure nel 1884 con una  tesi  sulla
psicologia  in  Kant. Inizi la sua carriera di docente  universitario
all'Universit  del Michigan, quindi pass a quella del  Minnesota  e,
infine,  a quella di Chicago, dove rimase dal 1894 al 1904. Qui  fond
nel  1896  la Scuola-laboratorio dell'Universit di Chicago,  uno  dei
primi  esempi  di scuola nuova, cio di applicazione del nuovo  metodo
pedagogico  che  egli aveva elaborato. Dal 1904 al 1929  insegn  alla
Columbia  University di New York. I suoi numerosi viaggi in  tutto  il
mondo  (Cina, Giappone, Turchia, Unione Sovietica - dove si  interess
al   sistema  scolastico  ispirato  alla  pedagogia  marxista  -)   lo
convinsero della necessit di profonde riforme politico-sociali  nella
democrazia   americana.   A  settant'anni,  terminato   l'insegnamento
universitario, si dedic intensamente all'attivit politica,  cercando
di dar vita, nel 1929, a un terzo partito, accanto al democratico e al
repubblicano, di tendenza progressista; in parte, le sue  idee  furono
riprese  dai  democratici di Roosevelt. Nel 1937  accett  di  entrare
nella  commissione sui presunti crimini di Trockij: questa  esperienza
lo  port a denunciare le menzogne dei processi staliniani. All'inizio
della  seconda  guerra  mondiale si schier a  favore  dell'intervento
degli  Stati  Uniti, come aveva fatto anche in occasione della  Grande
guerra.  Tra le sue opere ricordiamo: Il mio credo pedagogico  (1897),
Scuola  e  societ  (1899), Studi sulla teoria  logica  (1903),  Etica
(1908),  Come pensiamo (1910), Democrazia ed educazione (1916),  Saggi
sulla  logica sperimentale (1916), Natura e condotta dell'uomo (1922),
Esperienza  e natura (1925), Filosofia e civilt (1931),  L'arte  come
esperienza  (1934),  Una  fede  comune (1934),  Liberalismo  e  azione
sociale (1935), Logica. Teoria dell'indagine (1938), Libert e cultura
(1939).

James  William (1842-1910). Nato a New York e morto a Chocorua,  nel
New  Hampshire.  Fratello  minore dello scrittore  Henry,  dopo  avere
studiato  scienze  naturali  e medicina si interess  alla  psicologia
fisiologica  di Wundt. Dopo aver superato una grave malattia  nervosa,
nel  1872  cominci all'Universit di Harvard il suo  insegnamento  di
fisiologia; quattro anni pi tardi ricevette la cattedra di psicologia
fisiologica,  alla quale affianc il primo laboratorio  di  psicologia
sperimentale  degli  Stati Uniti. Dopo il 1890 si orient  decisamente
verso  studi  di tipo filosofico, e riprese e rielabor il pragmatismo
di  Peirce,  dando  un contributo determinante alla sua  diffusione  a
livello  mondiale. Fra le opere si ricordano: I princpi di psicologia
(1890),  La  volont  di  credere (1897), Varie forme  dell'esperienza
religiosa  (1902),  Pragmatismo (1907), Il  significato  della  verit
(1909), Un universo pluralistico (1909), Problemi di filosofia (1911),
Saggi sull'empirismo radicale (1912).

Peirce   Charles   Sanders  (1839-1914).  Nato  a   Cambridge,   nel
Massachusetts, e morto a Milford, Pennsylvania. Fin da  piccolo  venne
indirizzato dal padre, matematico, a studi scientifici, nei  quali  si
segnal   per   alcuni  contributi  in  campo  astronomico   e   nella
determinazione  della costante gravitazionale. Dedicatosi  ben  presto
agli  studi  di  logica  e  di  filosofia,  senza  abbandonare  quelli
scientifici,  dal  1864  al 1884 - con alcune interruzioni  -  insegn
logica, ma senza avere una cattedra, nelle Universit

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di  Harvard  e  di  Baltimora. In quest'ultima  universit  fond  una
piccola scuola, i cui membri collaborarono con lui alla stesura  del
volume  Studi  di  logica (1883). E' questo l'unico  libro  di  Peirce
pubblicato durante la sua vita (per l'opera Grande logica, scritta nel
1893,  non  trov l'editore). Egli infatti espose il  suo  pensiero  -
oltre  che  nelle lezioni universitarie e attraverso conferenze  -  in
saggi e articoli pubblicati su riviste. Mor povero e dimenticato.  La
vasta  mole  di  materiale inedito lasciato da  Peirce  ha  consentito
all'Universit  di  Harvard di pubblicare  ben  otto  volumi  dei  sui
scritti (Collected Papers). Fra i suoi articoli e saggi pi importanti
si devono ricordare La fissazione della credenza (1877) e Come rendere
chiare le nostre idee (1878).
